1976-05-1977-06
Raduni, veglie e cerimonie
1976 - Quinto Raduno, 8 agosto

Il Presidente del comitato prof. Altarui espone i motivi per i quali la manifestazione si svolge nel periodo delle ferie. La maggior partecipazione locale infatti dà garanzia di maggior interesse per il Bosco e per le opere di ordinaria gestione, senza scaricare ogni onere sul Comitato, le cui casse devono essere toccate esclusivamente per l’attuazione di necessarie opere permanenti.
Tuttavia si accoglie di spostare la data in questione alla prima domenica di settembre purché anche le Sezioni assicurino un concreto appoggio logistico e si impegnino a svolgere opera di convincimento presso i Gruppi affinché contribuiscano con l’offerta di stele a ricordo dei propri Caduti.
La responsabilità ricade di fatto in prevalenza sul Gruppo di Cison, che nel ’76 ha contato novecento ore lavorative al Bosco.
Ma il sacrificio e le difficoltà si dimenticano allorché si riceve in cambio l’apprezzamento dei visitatori, sempre più numerosi, singoli, gruppi o associazioni
che esprimono intendimenti di rispetto verso i Caduti, sollecitazione alla solidarietà e ne traggono una confortante ispirazione alla pace.
Il quinto raduno cade, l’8 agosto, a breve distanza di tempo dal terremoto che ha colpito duramente il Friuli. Il vento di morte è giunto fino alle nostre
case con un fremito che sembrava non smettesse più nella luttuosa sera del 6 maggio.
Sensibile il tributo di vite umane della provincia di Treviso: su mille originari della Marca trapiantati in Friuli, undici di ventotto genieri alpini, sono Caduti per il crollo della caserma “Goi” di Gemona, e un altro si aggiunge a loro, caduto durante le operazioni di soccorso.
Ricordiamo queste dodici vite, quale testimonianza che anche in pace l’agguato mortale è sempre incombente su chi assolve il proprio dovere, o per la violenza della natura o per la generosità del servizio offerto fino al sacrificio.

1977 - Sesto Raduno, 3 settembre

Ora l’impegno finanziario è diventato tale che il gruppo di Cison non può far fronte alle spese comuni con le sole sue forze.
Il Comitato, al fine di coinvolgere anche in questo senso le sezioni interessate, si allarga ai quattro Presidenti delle Sezioni A.N.A. della Provincia che si impegnano per un apporto finanziario che però non viene recepito in egual misura e con uguale impegno.